Aerofotogrammetria

 

Il rilievo con drone utilizza le riprese aeree per rilevare caratteristiche del terreno  non  facilmente riconoscibili a livello del suolo.

L’aerofotogrammetria viene applicata in numerosi campi come la cartografia, la geologia, l’archeologia, la rilevazione idrografica, quella dell’inquinamento e dello stato della vegetazione.

L’output della fotogrammetria è in genere una mappa o un modello 3D di edifici, terreni, cave, monumenti.

Grazie alla possibilità di volare a  bassa quota, il rilievo con drone può essere utilizzato anche per la creazione di mappature di colture agricole e monitoraggio dello stato di salute della vegetazione,

Anche nel campo dell’archeologia, il rilievo con drone rileverà, più dell’occhio umano,  tracce e contorni di resti interrati. Rilievi minimi o differenze di crescita nella vegetazione indicheranno le zone più interessanti per gli scavi.

Il sistema utilizzato durante il rilievo con drone è quello della Planimetrica (o verticale). L’asse del gruppo ottico è perpendicolare alla superficie terrestre. Le riprese sono eseguite a quote alte, con la possibilità di scegliere tempi di scatto più lunghi. Data la grande distanza dal suolo, la resa è quasi planimetrica, se si eccettuano le lievi deformazioni prospettiche sui bordi dell’immagine. 

 

Tramite il rilievo con drone con sistemi GPS è possibile ottenere diverse tipologie di risultato:

• DEM / DTM / DSM (modelli di superficie)
• Ortofoto (per i dati geospaziali)
• Modelli di edifici 3D
• Modellazione 3D di vegetazione
• Sondaggi volumetrici di cave

Alcuni delle migliori applicazioni di aerofotogrammetria sono:

• Pianificazione e gestione forestale
• Modellistica dell’inquinamento
• Mappatura e cartografia
• Pianificazione urbana
• Gestione della fascia costiera
• Esplorazione di petrolio e gas
• Cave e minerali
• Archeologia
• Pianificazione della rete cellulare